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L’Alpe 12 - Case di montagna

ALPE12

Si

PRIULI & VERLUCCA

AA.VV.

L'Alpe
Abitare la montagna. E’ più di un secolo che i geografi, gli etnologi e gli architetti studiano la casa tradizionale alpina ed elaborano le tipologie più sofisticate. Non c’è niente da fare: l’immagine delle Alpi resta indissolubilmente associata alla casa di legno, e il modello dello “chalet” pervade ogni rappresentazione.

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Descrizione

Abitare la montagna. E’ più di un secolo che i geografi, gli etnologi e gli architetti studiano la casa tradizionale alpina ed elaborano le tipologie più sofisticate. Non c’è niente da fare: l’immagine delle Alpi resta indissolubilmente associata alla casa di legno, e il modello dello “chalet” pervade ogni rappresentazione, a cominciare dalle seconde case a scopo turistico che crescono a imitazione del presunto stile contadino. Eppure i dati e le ricerche sull’architettura in quota restano contraddittori e le interpretazioni si rivelano complesse, enigmatiche, affascinanti.
Monumento, documento o indizio? L’architettura alpina assurge spesso al ruolo di monumento, simbolo di un genere di vita. Naturalmente questa immagine mente.
Abitare le Alpi: solo la regione alpina presenta una così eccezionale varietà antropologico-architettonica da farne un libro aperto sulla storia.
Un piccolo Ulisse sulle Alpi: Aristide Baragiola resta insuperato pioniere degli studi sull’architettura rurale alpina. Una figura da riscoprire.
La casa nella roccia: è negli anfratti delle frane, oppure ai piedi di blocchi aggettanti, che il montanaro ha ricavato le sue abitazioni sotto roccia.
Variazioni sulla diversità: la casa è considerata uno degli ultimi indicatori delle identità regionali. Fino all’eccesso, a rischio di immagini e rappresentazioni confuse.
Partire per costruire: i montanari, sempre in cammino tra la vigna e gli alpeggi, si rivolgevano ai costruttori specializzati della Valle del Lys.
Non c’è casa senza Stube: anche nel più isolato dei masi di montagna non manca mai la Stube, la stanza rivestita di legno e riscaldata dalla stufa centrale.
Duecento alberi per una casa: quanti alberi bisognava abbattere per costruire una casa? Un’analisi è stata condotta su un grande edificio della Val d’Ayas.
L’espulsione del rustico: nella seconda metà dell’Ottocento, nell’alto bacino del Piave, gli incendi che colpiscono i villaggi provocano una radicale «modernizzazione».
Turisticamente abita l’uomo la montagna: una traversata per tappe lungo i temi dell’abitare turistico in montagna dopo la rivoluzione della villeggiatura.
Rustica e innocente: la filosofia della seconda casa evidenzia una «ricostruzione delle Alpi» che non riesce a discostarsi dal mito romantico delle origini.
La casa padronale del Novecento: la codificazione del turismo alpino che ha fissato nel tempo l’ideale delle nuove case a immagine e somiglianza di quelle vecchie.

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Autore AA.VV.
Editore PRIULI & VERLUCCA
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